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Lo scambio tra il territorio e i suoi abitanti si stratifica nel paesaggio con lo scorrere del tempo e crea una trama di livelli di lettura che si prestano a essere decifrati e raccontati.

L'intento di Nomadisegni è quello di suggerire nuovi modi di vedere e di raccontare il territorio attraverso i linguaggi del disegno dal vero, del fumetto e dell'illustrazione, sperimentati sul luogo con pratiche che stimolano la condivisione e la messa in gioco della propria capacità di narrazione.

Laboratori itineranti, passeggiate disegnate a piedi o in bicicletta, uno spettacolo di cantastorie, creazione di murales e mappe illustrate: il nomadisegnatore raccoglie, attraverso l'osservazione, l'ascolto, l'immersione nel paesaggio, le idee che gli servono a creare le sue opere, le quali a loro volta valorizzano il territorio restituendone una viva testimonianza.

 

 

 

..Un altro aspetto importante del nostro mutato rapporto con il paesaggio è l'accelerazione che hanno subito i ritmi di vita e le trasformazioni ambientali connesse. Proprio per sostenere tali ritmi l'uomo non riesce più a farsi spettatore del paesaggio (...)Tutto viene bruciato all'istante, consumato a una velocità che rende insostenibile il guardare per giudicare, prendere coscienza degli effetti del proprio agire.
La perdita che ne consegue è pericolosa perché scompare l'uomo spettatore, l'uomo che sa ricavare dallo sguardo sul mondo un giudizio di sé, una regola di vita, una passione per l'ambiente in cui vive, capace di vedere nel paesaggio un riflesso del mondo, un riflesso di sé nel mondo: unico modo per alimentare quella pietas verso l'uomo così necessaria per dare corpo alle qualità migliori dell'umanità.

E. Turri 1998
Il paesaggio come teatro