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Nomadisegni a Zompo lo Schioppo (AQ) 2014

Nomadisegni a Zompo lo Schioppo

Morino, L'Aquila 2014

Scopriamo la riserva naturale Zompo lo Schioppo durante una rigida giornata di inizio gennaio, girovagando tra le valli abruzzesi che confinano col Lazio.

Per salire alla sorgente che dà il nome alla riserva bisogna attraversare un bosco di castagni, aceri e cerri. Ma solo quando i faggi secolari contorcono i loro tronchi grigi si giunge al cospetto di un salto d'acqua che sembra la lunga lingua bianca del Monte Crepacuore, da cui il torrente sgorga gettandosi nel vuoto con uno zompo, appunto, di più di ottanta metri.

Salutata la cascata più alta d'Appennino, sul sentiero del ritorno ci imbattiamo in tre possenti cavalli da tiro che riposano dopo il lungo lavoro, protetti da un cane da pastore.

Poco più in là due uomini stanno caricando un camion con grossi tronchi di castagno. Sostiamo a ritrarre le loro magnifiche bestie ed ecco che ci si presentano: sono Peppe Manni, 74 anni, boscaiolo da generazioni e uno degli ultimi ad adoperare ancora i cavalli per il carico nel bosco, e suo figlio Ezio, che si trova qui in occasione delle vacanze di Natale, visto che ormai ha lasciato la ditta del padre per lavorare nel cantiere dell'Alta Velocità della Stazione di Bologna.

I ritratti dei cavalli riscuotono apprezzamento, Ezio poi è sicuro di avermi giù visto intenta a dipingere con la mia bicicletta in via Oberdan... e così in men che non si dica veniamo invitati a cena:

Peppe continua a riempire i bicchieri col suo corposo vino novello mentre ci racconta una vita spesa su e giù per le montagne di tutto il centro Italia: - Facevo da solo il lavoro de tre, quattro uomini: quant'evvero iddio, ero l'uomo più forte della valle!

-Adesso il lavoro non c'è più, ci spiega Ezio, la legna arriva dall'estero, a prezzi troppo bassi, e noi abbiamo già dovuto vendere quasi tutti i cavalli.

Elisa, la moglie di Peppe mentre ci serve le ciambelline al vino, con gli occhi che non smettono mai di sorridere ci raccomanda: -I disegni che avete fatto portateli a Bologna, che lassù queste cose neanche se le immaginano!